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Le food coop francesi

Esperienze innovative nella distribuzione dei prodotti alimentari

  • 30 marzo 2018
  • Autore: italiabio
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Le food coop francesi
Il riferimento per queste esperienze è sicuramente New York, dove nel 1973 è nato Il primo supermercato cooperativo (Park Slope Food Coop). In questi ultimi 45 anni, l’esperienza delle food coop si è diffusa in molti paesi, come Belgio, Inghilterra e anche Italia. In Francia, oggi, ci sono almeno 25 negozi cooperativi conosciuti, ma sono sicuramente molti di più, perché non esiste un vero e proprio censimento.

La definizione: sono (super)mercati in cui si trova di tutto con prezzi convenienti per tutti, considerato che i prodotti sono meno cari che nei supermercati convenzionali. La particolarità di questo tipo di negozio consiste nella partecipazione dei “consumatori”: chiunque può partecipare, proporre idee e fornire la propria opinione, apportare lavoro. Come è tipico della gestione cooperativa, vige la regola “una testa un voto” e la gestione è partecipata e collegiale.

Per quanto riguarda la scelta di prodotti posti in vendita, vengono privilegiate le filiere corte, i prodotti locali dell’agricoltura contadina, biologica e il commercio equo. I margini sono bassi e fissi e viene garantita completa informazione sui prodotti. I prezzi sono tra il 15% e il 40% inferiori a quelli di mercato, grazie al coinvolgimento di tutti i soci, che apportano in maniera volontaria gran parte del lavoro necessario al funzionamento del negozio. 

Il progetto si sta sviluppando ulteriormente in questi ultimi anni, in conseguenza anche della crisi economica. La Francia ha visto nel 2016 nascere un negozio a Parigi, “La Louve”, e poi a Montpellier “La Cagette”, Nantes “Scopéli”, Tolosa  “La Chouette Coop”, Lille “Superquinquin”, Grenoble “L’Elefan” e  si prepara l’apertura nel 2019 di un nuovo negozio a Marsiglia, “Super Cafoutch”. In generale, i negozi sono l’espressione di ogni territorio in cui operano, cercando di rispettare i bisogni e la cultura di tu
tti. Ad esempio, il nome della coop a Lille trae origine dal dialetto “Ch’ti” (del nord della Francia) “quinquin” che significa “bambino”; a Marsiglia, i membri si chiamano i Gabians (i gabbiani), conservando una traccia culturale del dialetto occitano.

Per funzionare, una food coop ha bisogno dell’impegno di tutti i suoi aderenti. Quando una persona s’impegna, diventa di volta in volta cliente, padrone e impiegato, tutto compreso in una sola parola: socio. Per poter fare la spesa si deve essere membri della cooperativa, sottoscrivere le quote di capitale previste per ogni socio e partecipare al funzionamento della cooperativa, garantendo un apporto minimo di lavoro volontario (che varia da cooperativa a cooperativa) coprendo tutte le mansioni che sono necessarie al funzionamento del negozio, come ad esempio quella di cassiere, addetto al caricamento delle merci sugli scaffali, pulire, gestire la contabilità e il sistema informatico, aprire e chiudere il locale... 

Le food coop sono luoghi di condivisione e di socializzazione, perché non immaginare un mondo senza grande distribuzione, e con food coop presenti in tutto il mondo... per un mondo migliore e più conviviale?

Thémis Facon
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