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I Biodistretti in Francia

I progetti territoriali legati all'agr. biologica crescono in Europa

  • 15 aprile 2018
  • Autore: italiabio
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I Biodistretti in Francia
La Biovallée nella Drôme

In Francia non ci sono ancora molte esperienze in proposito di Biodistretti. Una realtà significativa è situata nella Drôme, nel sud-ovest del paese ed è conosciuta come “Biovallée”. Alcuni pionieri si insediarono in questa regione, ricca in termini di biodiversità, agli inizi degli anni ’70, perseguendo una nuova idea di agricoltura, agli antipodi dell’agroindustria dominante. 

Col tempo questa scelta ha conquistato l’attenzione di nuove persone, si sono sviluppate le attività, è aumentata la sensibilità verso le tematiche sulla conservazione dell’ambiente e anche altre attività economiche hanno scelto di seguire l’esempio dell’agricoltura biologica in tema di sostenibilità.  
Oggi, nella Biovallée, gli agricoltori biologici sono un riferimento importante e stanno recuperando metodi di produzione che parevano superati e, invece, stanno dimostrando ancora la loro validità, come ad esempio l’utilizzo della forza animale per i lavori agricoli. Il letame e il compost stanno sostituendo i concimi chimici, la lotta biologica sta sostituendo i prodotti di sintesi chimica e la Biovallée si sta caratterizzando come il dipartimento francese più attivo nel settore del bio, con il 17% delle terre agricole coltivate con questa metodologia colturale. 
In Val de Drôme spuntano ecoquartieri, rinascono  edifici in legno che usano energia da fonti rinnovabili (solare, eolica...), è nato un Centro per l’Agro-ecologia (co-fondato da Pierre Rabhi) e un incubatore di imprese per formare i nuovi agricoltori.

In Biovallée troviamo l’Herbier du Diois, un’impresa creata da un olandese venuto qui negli anni ‘80  per coltivare la lavanda e allevare qualche capra. Oggi è un’azienda all’avanguardia nella lavorazione delle piante aromatiche e nella produzioni di oli essenziali, che introduce innovazioni anche negli accordi sindacali: qui i dipendenti lavorano 35 ore settimanali (norma francese) su 4 giorni e hanno così un giorno supplementare da dedicare alla propria vita privata. I dipendenti hanno anche la possibilità di godere di un “bonus verde” di 100 euro se vengono a piedi o in bici. In Val de Drôme troviamo anche una fabbrica di confetture che è riuscita a dimezzare la quantità di acqua utilizzata nel processo produttivo e ricicla oltre il 92% dei suoi rifiuti.

Nel 2002 è nata l’associazione Biovallée, denominazione che contraddistingue questo progetto, che si estende su un terzo del territorio del dipartimento della Drôme. Biovallée vuole rendere il territorio un esempio di successo nella gestione e nella valorizzazione delle risorse, mirando ai in particolare ai seguenti obiettivi:

1) Diminuzione del consumo energetico del territorio e autosufficienza nella produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2040;
2) Stop al consumo di suolo, raggiungere il 50% degli agricoltori e della superficie in agricoltura biologica entro il 2020, utilizzando l’80% di prodotti biologici nella ristorazione collettiva entro il 2020;
3) Dimezzare la quantità di rifiuti inviati ai centri di trattamento;
4) Sviluppare formazione e ricerca di alto livello nel campo dello sviluppo sostenibile, creando almeno 2.500 posti di lavoro negli eco-settori. 
Questo progetto è stato sostenuto dal Consiglio regionale Rhône-Alpes tra il 2009 e il 2014 con importanti finanziamenti.

Correns: il Primo villaggio BIO della Francia
Un po’ più nel sud, in Provenza, si trova una seconda esperienza interessante: Correns. Il progetto di conversione all’agricoltura biologica è nato da un’idea del sindaco, Michael Latz, nel 1997.  
La viticoltura è l’attività principale di questo  paesino, si producono più di 12 000 ettolitri di vino e l’uva è coltivata, e trasformata, in modo da esprimere la qualità e l’autenticità del terroir. L’idea del sindaco ha salvato la viticoltura di questo territorio,  facendo di “Correns” un marchio riconosciuto, che contraddistingue un diverso modo di fare viticoltura, ascoltando e rispettando la natura e le viti. Oltre il 95% del vino prodotto a Correns è biologico ed è ottenuto secondo i disciplinari della DOC della zona: molto conosciuti i rosé di questo territorio, ma non mancano ottimi vini bianchi e rossi.

I francesi sono buoni consumatori di vino e cercano un buon prodotto a prezzi contenuti, come tutti i consumatori del resto. I vini di Correns spuntano, però, valori del 30% più alti del prezzo di mercato, a riconoscimento dei maggiori costi necessari per la viticoltura biologica. I vini di Correns sono esportati nell’Europa del Nord e dell’Est.

Correns è un piccolo comune agricolo, un po’ al di fuori delle grandi vie di comunicazione, ma le azioni e le iniziative del comune hanno contribuito a fare di questo territorio un riferimento significativo. Così ogni anno la Festa del Bio, che si svolge nel mese di agosto, è diventata un momento di grande attrazione: due giornate tutte dedicate alla promozione del buon cibo e dell’agricoltura biologica, le energie rinnovabile, la raccolta differenziata, ecc. . Una Festa che è anche l’occasione per scoprire le tante attrazioni naturali del territorio e per sviluppare l’attività dell’accoglienza, che è diventata un’altra opportunità economica per il “villaggio bio”.

La riscoperta e la valorizzazione sostenibile dei territori, in Francia e in Europa, ci aiuta a individuare i modi per superare un “modello di sviluppo” ormai datato e incapace di garantire prospettive!

Thémis Facon
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