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"Fate presto, la Terra è come Notre Dame, sta crollando!"

Greta Thunberg é in Italia

  • 18 aprile 2019
  • Autore: italiabio
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"Fate presto, la Terra è come Notre Dame, sta crollando!"
Greta Thunberg è arrivata in questi giorni in Italia. Dopo aver esortato i decisori politici di tutto il pianeta a fare in fretta e assumere decisioni rapide per fermare i cambiamenti climatici, Greta parteciperà a Roma allo sciopero per l’ambiente che si terrà venerdì prossimo, organizzato dai giovani italiani. In questi giorni incontrerà anche Papa Francesco e sarà ricevuta dalla Presidente del Senato Casellati. Sempre in Senato interverrà al convegno "Clima: il tempo cambia. È tempo di cambiare".

Continua, dunque, l’impegno convinto dei giovani perché non sia più lasciato scorrere un altro giorno senza che si siano compiuti passi in avanti nel porre rimedio ai cambiamenti climatici causati dall’agire umano. Una preoccupazione e una mobilitazione che non sta passando inosservata tra i responsabili delle istituzioni internazionali (Greta nei giorni scorsi è stata ricevuta anche dal Parlamento Europeo a Strasburgo), ma che richiede un effettivo cambio di rotta. Occorre "agire subito perché non rimane molto tempo per evitare il collasso ambientale. Mi aspetto che agiscano subito, perché non rimane molto tempo. Abbiamo ancora una finestra aperta, che non rimarrà aperta a lungo, per agire. Dobbiamo cogliere questa opportunità per fare qualcosa", incalza convinta Greta.  

Stanno emergendo giovani generazioni che propongono una nuova visione del mondo, generosa e opposta all’individualismo e al semplice consumismo. Nessuno, sino a qualche mese fa, avrebbe pensato che, giovani e donne, in tanti paesi e partendo da esperienze diverse, potessero offrire una nuova prospettiva opposta e radicalmente alternativa ai nazionalismi e alle chiusure populiste, inadeguate e incapaci di risolvere i problemi non solo dei singoli paesi, ma del pianeta intero. 

Sono molti i nomi che potremo ricordare, oltre a quello di Greta Thunberg: da Alexandria Ocasio Cortez (ventinovenne congresswoman americana, che con suo Green New Deal ha rimesso con forza l’ambiente nell’agenda politica americana) a Annalena Baerbock, Katharina Schuze e Ska Keller giovani leader dei Grunen tedeschi e capofila di un nuovo ambientalismo europeo. C’è un dato anagrafico e di genere che accomuna queste figure: sono giovani e donne, così come sono giovani i sostenitori della Ocasio Cortez e gli studenti che manifestano ogni venerdì contro i cambiamenti climatici. Questi giovani ci chiedono di essere lungimiranti, di non distruggere il loro futuro, “Ci state rubando il futuro” ci gridano dai loro cartelli nelle manifestazioni di ogni venerdì per il clima. Giovani e donne, modelli di leadership plurali, fondate sulla costruzione di reti e di comunità, opposte al leaderismo del capo, dell’uomo solo al comando. Giovani capaci di avere una visione globale senza tralasciare il locale, per avere la possibilità di un risultato concreto. Non parlano di rottamazioni, ma pretendono concretezza e azioni immediate, ci propongono la consapevolezza che nessuna nazione può risolvere i problemi ambientali da sola.   

Qualche adulto guarda con sufficienza e, qualche volta, con fastidio alla mobilitazione dei giovani per il clima e per l’ambiente. Ma, volenti o nolenti, dobbiamo prendere atto che si è conclusa un’epoca. Stiamo attraversando la prima vera “crisi globale” della storia, nel doppio significato di mondiale e di totale. L’intera società mondiale, a partire dalla comunità locale sino a quella globale, è chiamata a affrontare il più grande ridisegno dei modelli economici e sociali di tutti i tempi.

Ciascuno di noi è spaventato dal cambiamento poiché temiamo l’ignoto. Ma l’unica e più grandiosa costante della storia è che ogni cosa cambia e dobbiamo essere preparati a governare le trasformazioni che ci stanno di fronte.
Occorre affrontare i problemi costruendo nuovi orizzonti, sapendo che le difficoltà attuali non possono più essere risolte con le vecchie regole: se i modelli su cui ci siamo basati sino a oggi sono andati in frantumi è ora di inventarne di nuovi, ricostruendo su basi diverse il rapporto tra economia e ecologia, tra economia e società, per garantire una prossima crescita economica finalmente sostenibile, o meglio durevole, traducendo letteralmente l’aggettivo durable usato in Francia.  

"Voglio dire ai giovani che devono continuare a manifestare perché stanno facendo un buon lavoro. Ci sono tantissimi giovani che stanno scioperando per il clima e bisogna esserne fieri", ha dichiarato Greta a Strasburgo, nella sua visita al Parlamento Europeo.

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